E allora sarà per voi la vita, l’aria, la luce, il sole

[Pagina 1] Come già avrete saputo ieri sera è terminato il processo a mio carico del tribunale di guerra stra= ordinario repubblicano di Torino. Le mie imputa= zioni erano: 1º) appartenenza a bande armate; 2º) fu= cilazione di quattro prigionieri tedeschi in località imprecisata delle valli di Lanzo; 3º) favoreggiamento ed aiuti dati a prigionieri inglesi. Per la prima fui assolto, per la seconda condannato a 25 anni e per la terza condannato a morte. Domattina all’alba verrò fucilato. Termina così la mia breve (sono nato il 3 agosto 1921) ma intensissima esistenza il cui ultimo periodo, dall’8 settembre 1943 fino all’ultimo giorno fu dedicata interamente alla Patria. Muoio soddisfatto e contento di aver compiuto fino al supremo sacrificio il mio dovere verso la Patria e verso me stesso. Morte più bella non potevo sperare dal destino troppo spesso in= giusto e misconoscente. Il mettere il mio nome al seguito di quelli di Paolo Braccini, Perotti, Sacchi e Galimberti è un onore che certo non mi merito, e il solo pensiero che questo domattina diverrà realtà mi confonde e mi commuove. In questo po= co tempo che ancora mi separa dalla morte mi sen= to una calma e una lucidità di mente che mi sorprendono. Vedo tutto il mio passato remoto e re= cente con uno straordinario spirito analitico e

[Pagina 2] critico. Le colpe che mi riconosco sono: trascuratezza in cui ho lasciato la mia famiglia (trascuratezza però non sempre volontaria) e specie recentemente, una grande imprudenza. I meriti li Faccio non li enumero perché non è mia competenza. Per i miei orienta= menti politici ho riconosciuto una sempre mag= giore aderenza al pensiero di Gobetti e Rosselli ri= elaborato nella recente enunciazione del programma del P.d.A.. Poche ore prima di morire formulo a voi tutti appartenenti al partito a cui io pure apparten go i migliori auguri affinché possiate portare alla nuova Italia di domani quella massa di energie sane e libere, tanto necessarie per la rigenerazione del Paese – Ma la calma e la serenità che io pro= vo in questo tragico momento derivano anche e soprattutto dal fatto che non sento in cuor mio nessun rancore e non mi sento animato da nessun senso di im= potente vendetta contro nessuno quantunque la mia cattura, e conseguentemente la mia mor= te siano avvenute solo ad opera di un vile agente provocatore. Egli però sarà domani serenamente giu= dicato dalla giustizia umana e, se non da questa, certamente da quella divina. Dico “serenamente” perché la nuova Italia di domani non dovrà mac= chiarsi dei crimini di cui oggi si macchia la Repub= blica Sociale Italiana con giudicare affrettatamente e in massa senza tenere in alcun conto l’uomo e vedendo soltanto il nemico da sopprimere. Anche fra le per= sonalità e i funzionari repubblicani vi sono degli ele” menti che, pur considerati nemici, dovranno domani essere trattati colla massima considerazione e il mas= simo rispetto esaminando il bene che hanno fatto come uomini in contrapposizione al male che gli potrete attribuire per il fatto ch’essi hanno appar= tenuto ad associazioni od enti della repubblica sociale.

[Pagina 3] Non ho potuto conoscere tante persone nel mondo re= pubblicano perché la mia attività si svolse prevalentemen= te in montagna, ma ho potuto conoscere qualcuno qui all’ufficio politico. Per quegli ideali di Giustizia e Libertà che stanno scritti nel piastrino tri= colore che domani mi appunterò al petto all’atto dell’esecuzione e che furono sempre la mia e furo= no e saranno sempre la nostra divisa in combattimen= to e nella vita pubblica, e per il valore che può avere la mia testimonianza in punto di morte ritirerete l’accusa che radio Bari ha rivolto al tenente Barbetti di criminale di guerra. Il tenente Barbetti è un fascista, è vero, e come tale un nostro avver= sario, ma è un avversario leale onesto e d’onore come pochissimi se ne trovano nel suo ambiente. Egli ha sempre trattato col massimo rispetto, con defe= renza e talvolta con attenzione quasi amorevole tut= ti gli avversari leali ch’egli riconosceva come tali. In processo l’ho chiamato a testimoniare ed egli mi ha difeso fino al limite delle sue possibilità. Al tenente Barbetti domani dovranno essere riconosciuti questi meriti. Anche il tenente Marcacci da me chiamato in tribunale a testimoniare mi ha di= feso in maniera tale da suscitare perfino il mio stu= pore. Tanto al tenente Barbetti come al tenente Marcacci va comunque commossa tutta la mia riconoscenza e voi pure dovete associarvi a questo sentimento ch’io provo in punto di morte.- Ed ora, compagni cari, prima di salutarvi, voglio ancora raccomandarvi la mia famigliuola. La mia morte la= scia in pietose condizioni materiali la mia famiglia che da me soltanto si attendeva quel benessere a cui ha ben diritto dopo gli inenarrabili sacrifici da essa compiuti per la mia educazione e la mia formazione. Mio padre ha sessantasette anni ed è ormai inabile a qualsiasi lavoro; mia madre ne ha cinquantotto

[Pagina 4] e mio fratello ne ha ventidue, ma per malattie con= genite e contratte durante l’infanzia è anch’egli ina= bile a qualsiasi lavoro e professione. La mia famiglia è nullatenente ragion per cui è necessario ed indi= spensabile il vostro aiuto. Sono certo che vi interesse= rete di essa con quell’amore e con quell’attenzione quelle attenzioni colle quali vi siete sempre distinti nell’assistenza alle famiglie dei vostri caduti tenendo bene presente la grave particolarità del mio caso. – Ed ora, amici cari, non mi rimane che salutarvi au= gurandovi che le fortune del P.d.A., mai disgiun= te dalle fortune dell’Italia liberata di domani, pos= sano portare a graduale rinvigorimento della Nazione e alla rieducazione morale del popolo tutto senza la quale le forze demagogiche che han= no portato l’Italia nostra all’odierna rovina ripren= deranno il sopravvento e gli errori si ripeteranno senza fine fino alla reale scomparsa di quella ci= viltà di cui noi fummo i portatori.- Tra poco le armate alleate spezzeranno l’ultimo baluardo difen= sivo tedesco, anche l’Italia tutta verrà liberata e ter= minerà per voi questo lungo periodo di lotta cospirato= ria che tanto ha assottigliato le vostre file; e allora sarà per voi la vita, l’aria, la luce, il sole, la gio= ia di aver combattuto e di aver vinto e l’esultanza della libertà raggiunta…… siate felici….. Addio…

un abbraccio a tutti

vostro

Pedro

[Testo integrale della lettera scritta da Pietro Ferreira dalle carceri di via Asti, Torino, ai compagni e agli amici del Partito d’Azione, il giorno prima della sua esecuzione il 22 gennaio 1945. Gli a capo (=) rispettano il manoscritto originale, consultabile al link:

http://www.ultimelettere.it/ultimelettere/ultimeletteredocumenti.php?ricerca=215&doc=725&testo=2&lingua=it#

e conservato presso l'archivio dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti"- Torino]

Il 25 aprile 2012, l’artista Paola Monasterolo ha dato corpo al progetto Lettere da un fronte, intrecciando la Resistenza con il suo arcipelago di sogni, voci e azioni. Per avere cura di noi.

Lettere da un fronte è stato una scritta a muro (realizzata da Paola Monasterolo con la partecipazione del pubblico), una lezione pubblica di Andrea Cortellessa, un canto collettivo con Marco Testa, una diretta radio su border-radio, un collegamento radio con Marco Revelli dalla borgata Paraloup.

Per info sul progetto:

25 aprile | Cosa significa resistere, cosa significa ricordare, di Andrea Cortellessa

Federico Novaro Someday

Lettere da un fronte

Redazione

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