La Rete ai Frigoriferi Milanesi

19 febbraio 2013 ore 17.30
Ciclo di incontri, dibattiti, racconti

C’è un Italia del cambiamento, sorprendentemente attiva
nelle aree più fragili. Un’Italia che forse sta già guarendo,
imparando a far da sé.
A ripensare un “ritorno” dopo anni di abbandono
mettendo in comune le diverse esperienze.

Il gruppo costitutivo de Il Paese che non c’è, Rete del Ritorno all’Italia in abbandono propone un ciclo di incontri annuali, aperto a tutti, con sede presso i Frigoriferi Milanesi e visite nei luoghi dove già sono in atto iniziative di “ritorni” ai luoghi in abbandono. Ci rivolgiamo a coloro che credono in un impegno civile che salvaguardi il nostro territorio, la memoria dei gruppi, l’ambiente e lavori per un futuro
sostenibile. L’impegno è quello di condividere nuove direttrici di senso per il nostro stare insieme, per
ricostruire legami, storie, progetti di economie sostenibili nel paesaggio ferito da uno sviluppo invasivo
e contemporaneamente sempre più in ripiego. Come? Dando in primo luogo la parola a chi già agisce
sul piano locale, ma spesso è isolato, quando non contrastato; promuovendo iniziative nello spazio
fisico, che ci auguriamo essere sempre più capillari, di sostegno ai gruppi che faticosamente tentano di
rimettere insieme i pezzi delle loro comunità rese inerti dall’abbandono e dallo spopolamento.

Ecco la locandina dell’evento con il programma completo:

35x50 19-02-2013

 

L’Italia è principalmente una terra di paesi in via di spopolamento e di montagne
rimasti ai margini dell’asse dello sviluppo (e anche nel cuore delle grandi città e in
periferia si stanno aprendo vistosi vuoti industriali): eppure non ci sono né forze
politiche, né istituzioni adeguate che assumano questo come grande problema
nazionale. Da tanti luoghi, a rischio di sopravvivenza quando non addirittura
abbandonati, possono raccogliersi invece gli sguardi su un nuovo modo di abitare,
di produrre, di stabilire relazioni tra gli uomini e tra gli uomini e la natura: di pensare,
insomma, il futuro.
È il momento di assumere una Rete stabile tra le diverse esperienze che muovono
ai margini, e che dal margine vedono già ciò che al centro appare opaco e resta
impensato.

Redazione

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>