Rete Tramontana

Il progetto Rete Tramontana investe diverse aree rurali europee di montagna caratterizzate dall’antico insediamento di culture di lingua romanza (Appennino Centrale – Italia, Pirenei – Francia, Massiccio di Gralheira – Portogallo).

“TRAMONTANA” è il vento freddo e turbolento del Nord che affligge gran parte delle montagne europee, ma è al tempo stesso il vento che spazza le nuvole, pulisce l’aria e porta il sereno. “TRAMONTANA” suona anche come una parola composta: “tra i monti”, “in mezzo alle montagne”, “attraverso i monti”; questo costituisce una perfetta metafora per il difficile modo di vita delle comunità di montagna, per la comune matrice linguistica del progetto e i legami profondi e stratificati che attraversano/scavalcano come il vento le montagne d’Europa.

La montagna è per definizione uno spazio di adattamento difficile al paesaggio, di sopravvivenza, di necessità, di comunità, di cultura. In fondo, di civilizzazione. La configurazione morfologica della montagna in passato serviva come protezione da minacce, mentre oggi serve come fattore di una certa stabilità culturale di fronte ai cambiamenti del mondo contemporaneo. In questo senso, un vasto complesso di competenze e di conoscenze è ancora molto presente in questi territori, e una documentazione diretta attraverso le moderne tecnologie e il lavoro sul campo, in prima linea, può essere considerata una necessità assoluta, sia per il rischio di scomparsa, sia per il valore di “differenziazione” che può rappresentare in un mondo sempre più tendente all’uniformità e alla semplificazione.

Il progetto TRAMONTANA riunisce sette associazioni che lavorano da diversi anni sul campo a stretto contatto con le comunità di abitanti delle zone rurali. Le attività di queste sette associazioni sono diverse. Ciascuna di esse ha maturato specifiche capacità e competenze da condividere: documentazione audio-visuale (Bambun, Nosauts, Numériculture, Binaural), conoscenze afferenti a differenti ambiti scientifici come l’antropologia e l’etnologia (Bambun e Eth Ostau Comengés, La leggera), l’etnomusicologia (Bambun e La leggera), l’etnocoreologia (La leggera), la linguistica (LEM-Italia), i paesaggi sonori (Binaural), la microtoponomastica (Nosauts de Bigòrra, LEM-Italia), lo studio della storia locale (Numériculture Gascogne).

Il progetto prevede la realizzazione di 790 indagini sul campo (linguistiche, antropologiche, etnomusicologiche, ecc..) per poi utilizzare i materiali raccolti (documenti fotografici, cartacei, sonori e audiovisivi, interviste audio/video) ai fini di studio e diffusione; si produrranno 30 giorni complessivi di incontro fra i partners e 4 forum internazionali (2 in Italia, 1 in Francia, 1 in Portogallo), articoli scientifici e divulgativi, emissioni radiofoniche e televisive, un sito internet del progetto con 200 estratti di testimonianze, la trascrizione e la catalogazione dei materiali raccolti, il coinvolgimento delle realtà territoriali, la condivisione e l’affinamento delle metodologie di ricerca e di analisi.

TramontanaII

Gianfranco Spitilli

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