Un patrimonio artistico senza

Antonella Tarpino torna a scrivere per l’Huffington Post. Ecco un estratto:

Fa impressione approdare alla conclusione che il nostro ministero per i beni culturali orienta la sua azione, quando l’orienta, sulla base di princìpi maturati nell’Italia del Duce e del Re, pensati per un Paese sostanzialmente intatto dal punto di vista ambientale e paesaggistico e non in macerie come appare oggi (una Pompei attualizzata).

Princìpi, ancora in corso, imparo conversando con Bruno Zanardi (il più autorevole esperto oggi di teoria del restauro) mutuati dai canoni del coevo storicismo crociano. In osservanza alle teorie del datato duo Argan/Brandi (ogni restauro è un caso a sé) la tutela finisce per coincidere esclusivamente con il singolo restauro e non con la conservazione preventiva dell’intero patrimonio artistico.

Ma come operano, nella pratica, i soprintendenti?

Per leggere l’articolo completo, CLICCA QUI.

 

 

Redazione

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